martedì 7 settembre 2010

Lega e federalismo

Nei giorni scorsi abbiamo avuto una piacevole discussione con un amico leghista, sul tema: “che cosa ha fatto la Lega da quanto è nata?”.
Qualcuno si chiederà come mai discutiamo con un leghista, la risposta è semplice: per noi prima di tutto vengono le persone e poi la politica, questo a differenza di altri che discriminano politicamente chi non la pensa come loro.
Subito l’amico ha citato: “il federalismo!”, allora gli ho chiesto che cosa fosse il federalismo per lui; dopo un lungo silenzio l’ho incalzato con un’altra domanda “che cosa ha fatto Bossi da quando è Ministro per le Riforme?”.  La risposta. è stata “il federalismo fiscale!”.
Gli ho precisato che il federalismo fiscale è opera di Calderoli e non di Bossi; ma contemporaneamente gli ho chiesto di farmi qualche esempio di federalismo fiscale: anche qui silenzio più assoluto.
E dire che questo nostro amico non è l’ultimo arrivato nella Lega, ma riveste incarichi di un certo livello, ma il suo comportamento non è difforme da quello di chi vota Lega, Bossi ha un grosso pregio: quello di incantare, oltre che i serpenti, anche le persone.
Per molti il federalismo esiste già, ma quando gli chiede cosa sia, nessuno sa dire una parola anche perché ad oggi non esiste nulla.
Se si dovesse eliminare dal vocabolario la parola “federalismo” probabilmente la Lega finirebbe di esistere dopo un secondo.

6 commenti:

  1. Ciao Walter, siamo nell'epoca in cui l'unione, e non la divisione, potrebbe dare una svolta a questo stato di empasse, ma invece siamo attorniati dal fanatismo "rivoluzionario" da popolo bue che lascia grande spazio a chi vuol fare sì, ma solo a proprio pro ! ( in fin dei conti come al solito!)
    Giuseppe

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  2. basta cercare in Google!! Cercare anche federalismo fiscale.
    Gp

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  3. Be', passare da uno stato repubblicano parlamentare ad uno (nel nostro caso) confederale richiederebbe molto molto tempo... per i necessari mutamenti costituzionali e legislativi, ma soprattutto per maturare culturalmente il cambiamento. A mio avviso quelle piccole riforme fatte sinora non si possono chiamare "federalismo" in senso stretto, non riesco neppure a situarle in una categoria ben definita: piuttosto un tentativo piuttosto superficiale di semplificazione.

    Comunque non liquiderei il fenomeno leghista con snobismo o presunta superiorità, sempre i fenomeni popolari nascono da precise necessità individuali o sociali. Meglio sarebbe cercare di comprendere e risolvere i problemi che li hanno fatti nascere e crescere. Se la politica non c'è o si mostra inconsistente come negli ultimi anni, credo bisognerà abituarsi ai movimenti di protesta.

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  4. ... se all'amico leghista avesse chiesto anche:
    "Avete acquistato il Borri per farne cosa?"
    Un terzo e lungo silenzio sarebbe stata la risposta più probabile....!

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  5. Buongiorno Walter, vorrei dire la mia a proposito del federalismo.
    Ho sempre ritenuto si trattasse di una riunione, di una collaborazione fra più stati nazionali
    che cedono parte della loro sovranità in cambio dei vantaggi che l’appartenenza ad uno stato più grande dovrebbe dare. Il percorso contrario credo sia più difficile. Di riflesso mi viene in mente l’argomento di fondo della contesa e cioè la redistribuzione delle risorse.
    Se ci sono Regioni che versano più di quanto ricevono e se ci soni correttivi da fare, i rappresentanti in parlamento di queste Regioni possono agire di conseguenza, sono nel luogo adatto per farlo.
    Se riescono a farlo il federalismo non serve, anche se non riescono a farlo il federalismo non serve,
    i forti interessi contrastanti porterebbero ad un risultato sterile.

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  6. Saggio di federalismo fiscale.
    “...e infine non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani!”
    Poi scendendo dal predellino un bisbiglio.
    “Noi no, ma gli enti locali... taglia e ritaglia li abbiamo ridotti in mutande.”

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