sabato 31 dicembre 2011

Cosa vogliamo per il 2012

Cari Amici,


Ho ricevuto molti auguri ma nessuno bello come quello che potrete leggere

cliccando su questo Link -   http://auguri2012.tecnova.it/    alzando il volume.

Questo augurio vale molto di più di tante parole.

B U O N          2 0 1 2

sabato 24 dicembre 2011

Maria Teresa di Calcutta

Trova il Tempo


Trova il tempo di pensare
trova il tempo di pregare
trova il tempo di ridere.

E’ la fonte del potere
è il più grande potere sulla terra
è la musica dell’anima.

Trova il tempo per giocare
trova il tempo per amare ed essere amato
trova il tempo di dare.

E’ il segreto dell’eterna giovinezza
è il privilegio dato da Dio
il giorno è troppo corto
per essere egoisti.

Trova il tempo di leggere
trova il tempo di essere amico
trova il tempo di lavorare.

E’ la fonte della saggezza
è la strada della felicità
è il prezzo del successo.

Trova il tempo
di fare la carità.

E’ la chiave del paradiso.

Madre Teresa di Calcutta

giovedì 22 dicembre 2011

Finalmente è finita, forse ……

19 aprile 2002: la statua di Saddam Hussein cade e con essa il suo regime.
Dopo nove anni sembra che questa guerra infinita sia finalmente terminata e gli ultimi militari americani fanno ritorno a casa.
Il costo di questa guerra è stato altissimo:
5.000 morti tra le forze alleate di occupazione
150.000 circa morti tra i civili
migliaia di miliardi di dollari spesi per gli armamenti.
La domanda che ci si pone è la seguente: è servito a qualcosa tutto questo? Ciascuno darà la propria risposta, ma non si può dimenticare che il presupposto per il quale questa guerra è stata promossa era falso: le famose armi di distruzione di massa, che George Bush affermava essere nelle mani del dittatore Hussein, non sono mai esistite.
Questa guerra, come quella contro Gheddafi accusato di genocidio, è incomprensibile.
Poi vi sono dei graziati come ad esempio il presidente della Siria dove, ad oggi, sono state uccise oltre 5.000 persone, ma qui non si interviene: perchè?
La politica internazionale, come la politica in genere ha molti i lati di luce e d’ombra, ma in questi ultimi anni i lati di ombra sono maggiori rispetto alla luce che, folgorante, dovrebbe illuminare ogni passo della politica.
La preoccupazione è quella del domani: se i “Fratelli Musulmani”, organizzazione islamica radicale, dovesse vincere le elezioni in tutti gli Stati del nord Africa e nel Medio Oriente, cosa succederà della politica internazionale?
Già quarant’anni fa il presidente Carter aveva commesso l’errore di far cadere lo scià di Persia, pur colpevole di molti errori, facendo in modo che l’imam Khomeini rientrasse in Iran; quel rientro sta costando al mondo intero delle tensioni enormi per la possibile entrata di questa Nazione del ristretto club di coloro che possiedono l’arma atomica, che di per sé non è nulla, fatto salvo che non finisca nelle mani di qualche pazzo scatenato e noi non sappiamo chi gestirà quest’arma in Iran.

lunedì 19 dicembre 2011

Ha perso un’occasione per stare zitto!

Ieri, nel primo pomeriggio è apparso in televisione un signore che, nel corso di una intervista, precisava che la manovra “Salva Italia” proposta dal Presidente del Consiglio professor Monti era sbagliata.
Con dovizia di particolari questa persona spiegava che non era necessario aumentare il costo della benzina ed aumentare l’età per andare in pensione, precisava che si poteva non reintrodurre l’ICI , sulla prima casa ed aumentare quella sulla seconda casa ed ha continuato per alcuni minuti a spiegare l’inutilità di questa manovra concludendo che LUI avrebbe fatto in altro modo senza “mettere le mani nelle tasche dei cittadini”.
Era certamente una grande notizia, peccato che la manovra Monti fosse stata approvata dalla Camera dei Deputati ventiquattro ore prima.
Cercando di capire chi fosse questo “illuminato” abbiamo notato una certa somiglianza con un noto personaggio politico, sembra essere il sosia di Tremonti, si proprio lui che fino ad un mese fa era il Ministro competente a proporre le manovre finanziarie, quello che diceva che l’Italia non era stata neppure sfiorata dalla crisi finanziaria e che i conti del Bel Paese erano a posto!
Visto che era così semplice perché Tremonti non ha fatto quello che secondo lui era così semplice fare?
Qualcuno dopo aver visto questa intervista ha affermato che “forse era meglio che se ne fosse stato zitto”, sarebbe stato più dignitoso.

mercoledì 14 dicembre 2011

Soldi padani

“Se cade l’euro la Padania farà la sua moneta”: questo è l’ultimo principio economico proclamato dal “Senatur”.
Di stupidate ultimamente ne abbiamo sentite molte, ma questa è veramente quella più simpatica.
Una affermazione di questo genere dimostra la conoscenza economica che hanno i nostri parlamentari o almeno alcuni di essi.
Se l’Italia non fosse nell’euro avremmo la benzina a 8.000 lire al litro e tutti gli altri beni a prezzi altissimi.
Bossi dimentica di aver portato l’Italia, col suo amico di sardine e di pancarré Berlusconi, sull’orlo del fallimento, grazie agli otto anni del loro governo l’Italia è con il sedere per terra.
Ma Bossi la pensa ancora più alla grande in quanto ha già indicato come ambasciatore in Germania della Padania Tremonti: forse è la volta buona, magari i tedeschi se lo tengono e gli italiani eviteranno in futuro di avere un ministro che ha conciato l’Italia così come oggi noi ce la troviamo.
Hanno continuato a dire, Tremonti, Bossi e Berlusconi, che l’Italia non era stata neppure sfiorata dalla crisi, che aveva i conti in regola, che loro non mettevano le mani nelle tasche degli italiani; abbiamo scoperto che non avevano bisogno di mettere le mani nelle tasche in quanto agli italiani gli già avevano tolto i pantaloni, la giacca e tutti gli altri abiti che avevano delle tasche.
Facciamo una proposta: invitiamo Bossi a stampare i “bigliettoni verdi della padania” con la sua effige e poi li utilizziamo per pagare il suo stipendio, quello del trota, di Maroni ect., in questo modo l’Italia avrà risparmiato e loro non rischieranno di perdere soldi con il malefico Euro.

martedì 13 dicembre 2011

Bossi e la letterina di Berlusconi

Ve la ricordate la famosa lettera che il Governo Berlusconi (PdL e Lega), aveva inviato alla comunità europea non più tardi di un mese fa?

In essa erano indicate una serie di iniziative che il Governo, o meglio l’Italia, si impegnava ad attuare indicandone anche la tempistica.
La Lega, quando si è trattato di dare corso agli impegni assunti, ha ben pensato di squagliarsela, dimenticando che l’attuale situazione economica dell’Italia era la diretta conseguenza del Governo di cui la stessa ha fatto parte per otto degli ultimi dieci anni.
Come dice un famoso detto “quando la barca affonda i topi scappano”, ebbene la Lega, come questi topi, se l’è squagliata subito quando si è trattato di rimboccarsi le maniche e attuare quello che lei stessa aveva promesso di fare.
Monti non sta facendo altro che attuare la famosa lettera.
Non solo, Monti sta attuando anche una serie di previsioni legislative, con riferimento ad esempio alle pensioni, che erano già in essere e che sono frutto del Governo Berlusconi - Lega.
Oggi la Lega è all’opposizione, chiede di nuovo la secessione, dice che non vuol fare pagare le tasse e non vuole che si tocchino le pensioni. Ma le pensioni che non si vogliono toccare sono forse quelle della moglie di Bossi e di qualche altro padre-fondatore della Lega che risiede dalle nostre parti?
È troppo comodo quando uno ha un diritto di volerlo mantenere.
Oggi i sessantenni possono andare in pensione e percepire una buona rendita, ma i loro figli e nipoti rischiano di non poter mai andare in pensione.
L’amore filiale esiste ancora o le persone di una certa età sono diventate così egoiste di pensare solo a se stessi?

Soldi padani

“Se cade l’euro la Padania farà la sua moneta”: questo è l’ultimo principio economico proclamato dal “Senatur”.
Di stupidate ultimamente ne abbiamo sentite molte, ma questa è veramente quella più simpatica.
Una affermazione di questo genere dimostra la conoscenza economica che hanno i nostri parlamentari o almeno alcuni di essi.
Se l’Italia non fosse nell’euro avremmo la benzina a 8.000 lire al litro e tutti gli altri beni a prezzi altissimi.
Bossi dimentica di aver portato l’Italia, col suo amico di sardine e di pancarré Berlusconi, sull’orlo del fallimento, grazie agli otto anni del loro governo l’Italia è con il sedere per terra.
Ma Bossi la pensa ancora più alla grande in quanto ha già indicato come ambasciatore in Germania della Padania Tremonti: forse è la volta buona, magari i tedeschi se lo tengono e gli italiani eviteranno in futuro di avere un ministro che ha conciato l’Italia così come oggi noi ce la troviamo.
Hanno continuato a dire, Tremonti, Bossi e Berlusconi, che l’Italia non era stata neppure sfiorata dalla crisi, che aveva i conti in regola, che loro non mettevano le mani nelle tasche degli italiani; abbiamo scoperto che non avevano bisogno di mettere le mani nelle tasche in quanto agli italiani gli già avevano tolto i pantaloni, la giacca e tutti gli altri abiti che avevano delle tasche.
Facciamo una proposta: invitiamo Bossi a stampare i “bigliettoni verdi della padania” con la sua effige e poi li utilizziamo per pagare il suo stipendio, quello del trota, di Maroni ect., in questo modo l’Italia avrà risparmiato e loro non rischieranno di perdere soldi con il malefico Euro.

giovedì 8 dicembre 2011

700 milioni…..

La notizia è nota: un droghiere, che aveva in cantina, nascosti in sacchi di iuta, circa 700.000.000 delle vecchie lire che non aveva cambiato in quanto non si fidava dell’Euro, saputo che la convertibilità della Lira in Euro era sta stata anticipata, si è precipitato alla più vicina sede della Banca d’Italia per cambiarle e non perdere il suo tesoro.
Purtroppo nella foga, gli è uscita dalla tasca una pistola per cui è stato arrestato prima del cambio, il tesoro è stato sequestrato e forse lo perderà in quanto è decorso il termine di scadenza per effettuare il cambio.
Questo ci ha fatto riflettere e ci siamo posti delle domande:
1. il fatto dimostra che la madre degli idioti è sempre in cinta e da tempo ha parti plurigemellari! Come si fa a tenere in cantina settecento milioni? In questi 10 anni solo se li avesse investiti in BOT il nostro droghiere avrebbe guadagnato dal 20 al 30%
2. come faceva ad avere tutto questo contante? Si risponderà: sono i risparmi di una vita.
3. sarebbe curioso conoscere il reddito denunciato dal nostro droghiere.
4. non è chi in cantina il nostro droghiere ha altri sacchi iuta con qualche centinaia di migliaia di Euro in contanti in quanto non si fida delle banche?
5. quanto sono coloro che hanno dei tesosi nascosti sotto il materasso?
Ai posteri l’ardua risposta

venerdì 2 dicembre 2011

Ecco di chi è la colpa!

Periodicamente appaiono notizie che attribuiscono il debito pubblico a questo o a quel politico, si danno dati che spesso sono contradditori se non addirittura falsi e il cittadino raramente riesce a rendersi conto della situazione e ad attribuire la responsabilità ai vari colpevoli.
In calce al presente post pubblichiamo l’incremento del debito pubblico dal 1970 fino al oggi, con il nome dei Presidenti del Consiglio in carica anno per anno e con l’entità dell’incremento annuo del debito pubblico.
Da questi dati emerge in modo chiaro che su un debito pubblico di € 1.894,300 miliardi, i primi quattro presidenti del Consiglio ai quali attribuire l’ incremento di tale debito sono:

D'Alema                   €  168.757              3,50%
Prodi                        €  174.390              9,20%
Andreotti                  €  183.726            12,14%
Craxi                         €  214.538           13,40%
Berlusconi                  €  536.663           32,60%


Questi dati non sono frutto della mia fantasia, ma sono tratti dai dati Istat (vedi il sito http://www.irpef.info/testi/debito.html)


Ogni commento è superfluo in quanto l’intelligenza di chi ha il tempo di leggerci è tale da attribuire le colpe a chi devono essere realmente attribuite.
La cosa certa è che il debito pubblico aumenta di € 2.700,00 ogni secondo!
Il debito pro capitale è oggi pari a 31 mila euro, contro una produzione interna lorda pro capite di poco più di 29.400 euro. Pertanto, anche ipotizzando una fantascientifica situazione in cui ogni italiano si senta in necessità di regalare allo Stato un anno del proprio stipendio, la situazione negativa non verrebbe comunque ripianata del tutto.

Ecco chi ha creato il debito pubblico italiano


Anno                Governi                        Inflazione        Debito           Rapporto debito/Pil
(milioni di euro)


1970                  Rumor, Colombo         5,1%              14.285                 40,5%
1971                  Colombo                     5,0%              17.585                 45,7%
1972                  Andreotti                    5,6%               22.008                 52,2%
1973                  Andreotti, Rumor       10,4%             27.499                  54,0%
1974                  Rumor, Moro             19,4%             34.361                 53,2%
1975                  Moro                         17,2%             43.205                 58,4%
1976                  Moro, Andreotti         16,5%             52.909                 56,8%
1977                  Andreotti                    18,1%             64.063                 56,6%
1978                  Andreotti                    12,4%             81.810                 61,5%
1979                  Andreotti, Cossiga      15,7%            98.632                  60,6%
1980                  Cossiga, Forlani          21,1%          118.038                  58,0%
1981                  Forlani, Spadolini       18,7%           146.410                  60,1%
1982                  Spadolini, Fanfani       16,3%           186.961                  65,0%
1983                  Fanfani, Craxi            15,0%            235.520                  70,3%
1984                   Craxi                        10,6%            284.825                  74,4%
1985                   Craxi                          8,6%            346.005                   80,5%
1986                   Craxi                          6,1%            401.499                   84,5%
1987                   Craxi, Fanfani, Goria   4,6%           460.418                   88,6%
1988                   Goria, De Mita            5,0%           522.732                   90,5%
1989                   De Mita, Andreotti     6,6%            589.995                    93,1%
1990                   Andreotti                    6,1%            667.848                    95,2%
1991                   Andreotti                    6,4%            755.011                    98,6%
1992                   Andreotti, Amato        5,4%           849.920                  105,5%
1993                   Amato, Ciampi           4,2%            959.713                  115,7%
1994                    Ciampi, Berlusconi      3,9%       1.069.415                   121,8%
1995                     Berlusconi, Dini           5,4%      1.151.489                   121,5%
1996                     Dini, Prodi                  3,9%       1.213.508                   120,9%
1997                     Prodi                           1,7%      1.238.172                   118,1%
1998                     Prodi, D'Alema            1,8%      1.254.388                   114,9%
1999                      D'Alema                      1,6%     1.281.550                   113,7%
2000                      D'Alema, Amato          2,6%     1.300.269                   109,2%
2001                      Amato, Berlusconi        2,7%     1.358.351                   108,8%
2002                      Berlusconi                    2,4%     1.368.897                   105,7%
2003                      Berlusconi                    2,5%     1.394.339                   104,4%
2004                      Berlusconi                   2,0%      1.445.826                   103,9%
2005                      Berlusconi                   1,7%      1.514.408                   105,9%
2006                      Berlusconi, Prodi         2,0%      1.584.096                   106,6%
2007                      Prodi                           1,7%      1.602.115                   103,6%
2008                      Prodi, Berlusconi          3,2%     1.666.603                   106,3%
2009                      Berlusconi                    0,7%      1.763.864                  116,1%
2010                      Berlusconi                    1,6%      1.843.227                  119,0%
2011                      Berlusconi                                   1.894,300

Fonte: Banca d'Italia, Istat
Il tasso di inflazione è misurato con l'indice Foi (famiglie di operai e impiegati), esclusi i tabacchi