mercoledì 24 novembre 2010

Aumentano le cause di separazione

Si è conclusa da pochi giorni la “Conferenza Nazionale delle famiglie” che ha rappresentato un punto fondamentale della discussione sull’elemento centrale della nostra civiltà, che è rappresentato appunto dalla famiglia e i dati emersi sono importanti in quanto permettono di avere una visione precisa dell’attuale situazione delle famiglie in Italia.
Si è trattato di un evento eccezionale che deve essere tenuto in considerazione anche a livello locale.
Tutte le collettività sono formate da famiglie più o meno numerose e la Pubblica Amministrazione deve fare quanto possibile per andare incontro alle necessità e ai bisogni di tutte le famiglie, nessuna esclusa.
A Busto la crisi economica è forte in quanto è una città a vocazione industriale, e sono molte le aziende più o meno grandi che hanno ridotto il proprio personale, che lo hanno posto in cassa integrazione o che hanno chiuso licenziando tutti i dipendenti.
Per la professione che svolgiamo abbiamo avuto, nostro malgrado, la triste esperienza di essere in contatto sia con la parte imprenditoriale, che ha grossi problemi di natura economica, sia con i dipendenti che possono trovarsi da un giorno all’altro con lo stipendio ridotto alla metà, posti in cassa integrazione o addirittura senza stipendio perché licenziati.
Tutto questo si riverbera all’interno della famiglia di appartenenza in modo devastante; le famiglie che “ vanno a rotoli”, concludendo la propria esperienza con una separazione, aumentano di giorno in giorno e questo è aiutato anche dalle difficoltà economiche le colpiscono.
Quando vengono a mancare i soldi, il famoso detto “due cuori, una capanna” ha scarso valore, specie se alla fine del mese vi è il mutuo da pagare o scadono le rate dei prestiti.
Se non si è in grado di pagare le rate del mutuo, la casa viene messa all’asta; se non si riesce a pagare le rate dei prestiti, con i quali si sono acquistati i mobili della casa, spesso vi è anche il pignoramento dello stipendio.
Tutto questo porta ad un grosso disagio all’interno delle famiglie che, anche a Busto, aumenta sempre di più; basta fare una piccola indagine in Tribunale per avere la conferma che il numero delle separazione è in costante aumento.
Sorge spontanea una domanda: che cosa può fare il pubblico per affrontare questa situazione?
A livello della Diocesi di Milano, il Cardinale Tettamanzi ha costituito un fondo a favore delle famiglie in difficoltà, fondo al quale attingono anche le famiglie locali.
L’Amministrazione comunale potrebbe intervenire mettendo a disposizione delle famiglie delle somme da utilizzare per il pagamento delle rate del mutuo o per il pagamento di altri debiti.
Ovviamente non devono essere prestiti a fondo perso, ma a tasso zero al quale possono attingere le famiglie con l’impegno della restituzione.
Non dobbiamo infatti dimenticare che accanto agli usurai che vengono combattuti dalla Giustizia, vi sono le società finanziarie e le banche che spesso applicano interessi che sono più che usurai, ma sono travestiti da penali, da commissioni di incasso, da altre voci che alla fine fanno in modo che il tasso di interesse che si paga per un mutuo o per un prestito arriva anche ai due punti mensili, il che è insostenibile per qualsiasi famiglia.
Nella nostra città stanno aumentando in modo esponenziali anche gli sfratti per morosità e contro questi vi è ben poco da fare se non effettuare il pagamento dei canoni insoluti.
I Servizi Sociali dovrebbero porre in essere una indagine conoscitiva sul punto per verificare quanto sono le famiglie a Busto che si trovano in difficoltà economica e individuare il modo per aiutarle.
E qui torniamo a un vecchio nostro pallino che è quello di una verifica puntuale di quelle che sono le vere necessità e quali sono le persone bisognose.
Sarebbe interessante esaminare l’elenco delle famiglie assistite dal Comune e raffrontarlo con l’elenco di 15 anni fa per verificare se alcuni nomi si ripetono costantemente, nel qual caso bisognerebbe prendere dei provvedimenti in quanto l’Amministrazione Comunale non può farsi carico di situazioni di totale menefreghismo da parte di soggetti che vivono sempre e solo a carico del pubblico.
Quello che ci deve preoccupare non sono le persone che fanno la fila ogni mattina ai Servizi Sociali per avere aiuti economici, ma sono le famiglie che non dicono niente per una loro dignità personale, non chiedono aiuto e, per risparmiare, riducono anche l’acquisto di generi alimentari a livello di fame.
Non conosciamo i dati di Busto, ma ci riferiscono che alla mensa dei poveri di Gallarate il numero degli italiani che ritira il sacchetto con i viveri è aumentato rispetto al passato, noi eravamo convinti che a queste mense andassero solo gli extra comunitari e invece non è vero.
Si tratta di una situazione che non fa certamente onore al triangolo industriale di Busto, Gallarate e Legnano famoso per la sua ricchezza; purtroppo i tempi cambiano, le situazioni mutano e le famiglie sono travolte nel vortici di situazioni che non hanno mai voluto, ma con le quali devono combattere.
L’augurio che facciamo è che i candidati sindaco per Busto alle elezioni di primavera si pongano il problema di un aiuto concreto alle famiglie, a quelle con più figli, di un aiuto concreto a chi ha perso un posto di lavoro e a chi rischia di perdere la casa.
L’ALER sta facendo il possibile per costruire nuovi alloggi, ma se la Regione non mette a disposizione i fondi necessari, questa situazione non potrà essere affrontata e quindi il numero degli sfrattati aumenterà.
È necessario che i consiglieri eletti in questa zona intervengano a livello regionale perché i fondi messi a disposizione per la casa siano destinati all’ALER di Busto, che potrebbe anche costruire fino a trecento alloggi se avesse la disponibilità economica e con trecento alloggi immessi sul mercato ad affitto calmierato, la situazione degli sfratti sarebbe risolta per parecchi anni.
Ma per fare questo ci vuole anche una precisa volontà politica e un impegno che non deve esserci solo durante la campagna elettorale, ma deve continuare per tutti i cinque anni del mandato.
                                                                                                      (Da L’Informazione 19 novembre 2011)

1 commento:

  1. In effetti di detta conferenza si è parlato poco (solo per la gradita assenza del presidente del consiglio), mi pare anche da parte della chiesa (parlo di Castellanza, durante le messe domenicali che io frequento, non sono mai stato investito di questo argomento).
    Sarebbe molto interessante fare una serata, con questo tema, anche se storicamente, noi come PD negli ultimi due anni abbiamo fatto delle conferenze, anche con la presenza di Don Mapelli (sarà ancora alla cena di solidarità venerdì sera a Varese), ma con la totale assenza del clero cittadino, esplicitamente invitato.
    Aler: Non so se possibile, per le regole esistenti, ma anzichè continuare a costruire, chissà se si potrebbe entrare nei contenziosi (es. mutuo) e rilevare X abitazioni. Sicuramente la gestione sarebbe più complicata, ma prova a pensare come sarebbe più rapida ed utile alle necessità che si presentano, risolverebbere dei problemi anzichè creare delle speranze.

    Ciao. Grazie per le Tue attenzioni. Gaetano Angelo, Castellanza

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