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giovedì 25 ottobre 2012

SALLUSTI: UN IMPUTATO PRIVILEGIATO.

Come tutti sanno Sallusti nella sua qualità di Direttore di “Libero” aveva diffamato un Magistrato pubblicando notizie totalmente false e che non ha mai rettificato.
Per questo la Cassazione ha confermato la sentenza di condanna e ora deve andare in carcere.
Non ci dovrebbe essere nessuna sorpresa: quando chiunque di noi commette un reato, il rischio o meglio lacertezza dovrebbe essere quella di essere condannati.
Ma questo riguarda le persone normali, ma non Sallusti!
Per Sallusti il Parlamento si è dato una mossa e in meno di una settimana sta approvando una legge che depenalizza il reato di diffamazione a mezzo stampa, stabilendo che riducendo la condanna sarà solo una pena pecuniaria.
In questo modo Sallusti non andrà in carcere.
Che differenza c’è tra il Sig. Pinco Palla che per aver ingiuriato un vigile che lo aveva fermato magari ingiustamente, è stato condannato e Sallusti che utilizzando la stampa ha diffamato un Magistrato pubblicando notizie false?
Non dovrebbe esserci nessuna differenza tutte e due sono cittadini che hanno commesso un reato.
Ebbene no: questo è Sallusti e il Sig. Pinco Palla non è nessuno e quindi il Sig. Pinco Palla merita di andare in galera, mentre il Sig. Sallusti merita di essere trasformato in un Santo.
Questo è il nostro Parlamento che divide i cittadini tra quelli di serie A e serie B, tra gli amici e i nemici e così di seguito.
Una nazione che si comporta in questo modo di futuro rischia di averne molto poco.

sabato 29 settembre 2012

La casta: i giornalisti

Sallusti, oggi direttore del Giornale, è stato condannato in via definitiva ad un anno e quattro mesi di reclusione senza la condizionale per pubblica su Libero (del quale nel 2007 era direttore) aver diffamato un magistrato con un articolo nel quale presentava la vicenda della gravidanza interrotta di una tredicenne come un aborto coattivo deciso dal giudice, fatto risultato totalmente falso.
Si tratta di una responsabilità oggettiva che è posta a carico del direttore per quanto pubblicato sul suo giornale per l’obbligo di vigilanza che lo stesso deve avere sulle notizie che pubblica.
Una volta pronunciata la sentenza tutti i direttori di giornali, compresi anche i detrattori di Sallusti, si sono stretti attorno a lui difendendolo a spada tratta.
La bandiera è stata: “per un’opinione non si può finire in carcere”.
Ma in questo caso Sallusti non ha espresso una opinione, ha diffamato delle persone affermando il falso e per questo deve essere punito in quanto “uccide più la parola che la spada”.
Una notizia sulla stampa può distruggere la vita di una persona, la può portare anche al suicidio, come è già successo in passato e i giornalisti non devono andare esenti dalle loro colpe.
Prima di pubblicare notizie false, e nel caso di specie Sallusti non ha mai rettificato quanto scritto che poteva portare i giudici ad una pena più mite, ha dimostrato, si deve essere certi di quanto si pubblica! È troppo comodo distruggere una persona con delle falsità e poi “candidamente” chiedere scusa.
E ancora oggi Sallusti è imputato per diffamazione.
Non esiste la libertà di scrivere tutto ciò che si vuole.
Per quale motivo se io scrivo una notizia falsa sul mio blog posso essere denunciato e condannato, mentre se la scrive Sallusti deve andare esente?
Altra domanda: per quale motivo il mio cliente Sig. Mario che è stato condannato ad una pena definitiva per aver insultato una persona (e l’insulto può essere considerato un’opinione) pur essendo incensurato, in galera ci deve andare?
La risposta è semplice perché non si chiama Sallusti!
E come al solito “la pezza è peggio del buco”: dopo che la sentenza è diventata definitiva è saltato fuori l’onorevole Renato Farina del PDL (sarà un caso?) ex vice direttore di Libero, radiato dall’Albo dei Giornalisti (e quindi per premio Berlusconi lo ha fatto diventare Deputato!) che ha dichiarato che l’articolo diffamatorio lo aveva scritto lui: troppo facile dichiararsi ora colpevole quando manca pochissimo alla prescrizione del reato accusarsi di un reato, sapendo di farla comunque franca e sapendo anche di godere della immunità parlamentare!
E allora ciascuno deve avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità: se Sallusti ha sbagliato è giusto che finisca in galera se non l’Italia continuerà ad essere per sempre il paese dei furbi e dei furbetti.

venerdì 9 settembre 2011

Libero attacca il Cardinale Tettamanzi

In un articolo di Libero dell’8 settembre 2011 il giornale del grande giornalista Sallusti pone in essere un attacco ingiustificato al Cardinale Dionigi Tettamanzi, e questo nel giorno in cui il Cardinale si congeda dalla sua Milano.
L’articolo titola: “Il Pd perde il suo sponsor, il Cardinale Tettamanzi”.
Pubblicare un simile articolo significa non avere capito nulla del Cardinale Tettamanzi, di quanto lui ha fatto per la collettività lombarda, dei suoi interventi tra i quali ricordiamo il fondo per le famiglie che ha permesso di salvare dalla povertà migliaia di persone.
Attacchi di questo genere sono giustificati solo da una miopia politica ed intellettuale oltre che da un cieco odio nei confronti di tutti coloro che non la pensano come loro.
Simili articoli fanno rimpiangere la censura, che ne avrebbe vietata la pubblicazione perché offendono la dignità umana.