sabato 30 ottobre 2010

Riflessioni sul Bunga Bunga

Il caso Ruby, la minorenne marocchina che è stata coinvolta in “incontri” presso la villa del Cavaliere, fa sorgere nuovamente alcuni seri problemi politici e morali, al di fuori del gossip nel quale alcuni giornali di proprietà del Cavaliere hanno spinto la notizia (oggi uno di questi intitola la prima pagina “Berlusconi fa il Bunga Bunga a Fini”!).

venerdì 29 ottobre 2010

Licenzio anch’io. No tu no!

L’intervista rilasciata da Marchionne alla trasmissione “Che tempo che fa” ha aperto, come era prevedibile, un ampio dibattito.
Il tema trattato, il lavoro, non può che suscitare interesse e critiche.
Quello che ci ha lasciato perplessi è il fatto che alcune critiche provengono da persone che probabilmente non hanno visto l’intervista in quanto Marchionne ha affermato:
1) la Fiat in Italia crea perdite e l’utile è creato solo all’estero.
2) Di essere disponibile ad alzare gli stipendi se aumenta la produttività;
3) la Fiat deve rimanere in Italia;
4) quando ci sono le partite di calcio il 50% dei dipendenti si ammala.
Sono tutte di affermazioni condivisibili.

martedì 26 ottobre 2010

Il decadimento di Busto Arsizio dall’80 in poi!

Il progresso sociale di qualsiasi collettività lo si misura anche dal grado di cultura che la stessa è riuscita a raggiungere.
La cultura è una parola piena di significato, che può essere valutata sotto plurimi aspetti.
Una collettività dove la cultura è in evoluzione, è anche una collettività che sotto tutti gli altri profili ha la stessa, se non maggiore, evoluzione.
Quando Busto ha avuto il suo massimo fulgore? Lo ha avuto negli anni ’60 e ’70 nel corso dei quali vi è stato un notevole incremento della popolazione, grazie anche all’immigrazione l’economia ha raggiunto livelli eccezionali e forse irripetibili, nel campo sportivo avevamo la Pro Patria che era in serie A, la squadra di pallacanestro aveva raggiunto livelli molto alti e gli esempi possono essere molteplici.

domenica 24 ottobre 2010

I Deputati hanno votato per l'abolizione del loro vitalizio: ecco com'è andata a finire.

IL giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell'Italia dei Valori ha proposto l'abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione. Indovinate un po' come è andata a finire:
Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498
Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera :
Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno - ce ne sono tre - e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità.
Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata.
Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati.
Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.
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Non ne hanno datto notizia ne radio, ne giornali, ne Tv OVVIAMENTE. 

http://www.antonioborghesi.it/index.php?tion=com_content&task=view&id=314&Itemid=35

sabato 23 ottobre 2010

Tutti dal gommista

Fortunatamente abitiamo in Provincia di Varese dove l’Assessore ai trasporti non ha ancora assunto il provvedimento del suo omologo di Milano.
Ci riferiamo al provvedimento con il quale l’Assessore De Nicola ha emanato un’ordinanza che obbliga chi percorrerà dal 15/11/2010 al 31/3/2011 le strade gestite dalla Provincia di Milano a dotare le proprie autovetture di gomme da neve o portare con sé le catene.
Chi non lo farà sarà punito con la multa fino ad € 78,00.
Quello che lascia perplessi è la motivazione che l’Assessore ha dato al suo provvedimento: poichè in occasione della famosa nevicata di 20 cm. verificatasi lo scorso inverno, la Provincia di Milano ha fallito nella gestione del piano neve, obblighiamo tutti a spendere dei soldi per evitare di farci fare un’altra brutta figura. E alla domanda: “ma in questo modo si grava di spese il cittadino”, la risposta è stata lapidaria: “assolutamente no! Si tratta di anticipare il costo di un treno di gomme”.
Premesso che un treno di gomme costa qualche centinaia di euro, l’Assessore non può pensare che tutti godano del suo reddito e del suo emolumento da Assessore, in Italia la maggior parte degli operai e degli impiegati percepisce uno stipendio di poco più di € 1.000,00 mensili e se per cambiare un treno di gomme deve destinare metà del proprio stipendio, la questione diventa pesante.
Come sempre, chi ci va di mezzo è il povero cittadino e per di più si sente anche sbeffeggiato in quanto non è possibile che un’intera Provincia, diciamo anche Regione, venga bloccata da 20 cm. di neve come è successo l’anno scorso: che cosa succede in Svezia dove la neve cade a metri? Gli Svedesi sono forse obbligati a comperare le renne di Babbo Natale per andare in giro?

venerdì 22 ottobre 2010

Gli avvocati sono cari!

Nella recentissima intervista fatta al Frankfurter Allgemeine Zeitung, noto quotidiano tedesco, il Presidente del Consiglio ha affermato di avere speso ben trecento milioni di euro (cioè 600 miliardi delle vecchie lire) per difendersi da quelle che lui definisce essere false accuse rivoltegli dai Magistrati comunisti che lo perseguitano da 17 anni, con accuse false dalle quali, secondo lui, è sempre stato assolto.
Il Cavaliere confonde l’assoluzione che può essere di vario tipo (per non avere commesso il fatto perché il fatto non costituisce reato ect…..) dal “non doversi procedere per intervenuta prescrizione”, che tecnicamente significa che il Giudice ha raggiunto la prova della colpevolezza dell’imputato, ma non lo può condannare perché è passato troppo tempo dalla data di commissione del reato.
Il Cavaliere afferma anche che non è vero che le sue aziende hanno evaso € 1.900.000,00 nel 2003 e questo è provato dal fatto che in quell’anno le stesse hanno pagato ben € 450. milioni di tasse.
Ma probabilmente dovevano pagare € 431.900.000,00 …………!
Quello che ha attirato di più la nostra attenzione nell’intervista è l’affermazione di avere speso più di 300 milioni di euro per gli avvocati.
Sarebbe interessante vedere le fatture emesse dai avvocati, in quanto sicuramente e neppure un pagamento è stato fatto in nero.
Il fisco ora ha la possibilità di dare ragione al Cavaliere chiedendogli le copie delle fatture, o di farsi dare i nomi dei suoi avvocati per verificare le fatture per € 300.000.000,00.
Sostenere che i Magistrati che svolgono delle indagini su di lui sono dei persecutori che agiscono “in modo eversivo cercando di procedere contro chi è stato eletto legalmente dal popolo” è una stupidaggine.
È certo però che con queste frasi dette dal Capo del Governo, la fiducia dei cittadini nella giustizia e nei magistrati diminuisce ogni giorno di più.

giovedì 21 ottobre 2010

Chi sbaglia deve pagare

“Non si cancellano i processi, si celebrano solo alla fine del mandato”, così l’On. Gasparri, capogruppo del PdL., ha giustificato il “Lodo Alfano” che è stato approvato in commissione giustizia anche in via retroattiva.
Premesso che non si riesce a capire a che cosa serva il Lodo Alfano, visto che i nostri governanti sono tutti onesti e morigerati.
Fino ad oggi nessun Presidente del Consiglio né Capo dello Stato ha avuto problemi con la giustizia. L’unico è stato il Presidente della Repubblica Leone che quarant’anni fa si era dimesso perché sfiorato da uno scandalo.
Gasparri ha ragione il processo non verrà cancellato, ma il problema è che in Italia i mandati sono a vita e i processi durano a lungo; facciamo un po’ di conti: poniamo che sia vero il caso Mills (l’avvocato inglese condannato perché era stato pagato per testimoniare il falso nel processo nei confronti del Presidente del Consiglio), i fatti risalgono a 10 anni fa.
Il Cavaliere vedrà il proprio processo sospeso fino alla fine del suo mandato che teoricamente potrebbe essere nel 2013, ma il suo desiderio è di diventare Presidente della Repubblica, per cui la sospensione durerà fino al 2020.
Il processo quindi inizierà dopo vent’anni dal fatto. Se si considera che la durata media di un processo in Italia è dieci anni, significa che la sentenza definitiva vi sarà nel 2030 e l’imputato avrà passato i 90 anni.
In caso di assoluzione l’imputato, giustamente, dirà di essere stato perseguitato e che gli hanno rovinato la vita; se dovesse essere condannato si sosterrà che non si può mandare in galera una persona di 95 anni.
In compenso due giorni fa abbiamo visto un extracomunitario, accusato di avere rubato generi alimentari in un negozio, essere condannato nel giro di 48 ore ad un anno di carcere.
Siamo d’accordo che chi riveste una carica istituzionale non debba essere perseguito per i reati commessi nell’esercizio delle sue funzioni (ad esempio facendo un discorso e quant’altro), ma se uno evade il fisco o corrompe un testimone, il processo deve seguire il suo corso come per tutti gli altri cittadini.