La Corte di Cassazione con la sentenza del primo ottobre 2010 ha sancito un principio che molti sostengono da tempo: le gentili signore che a fronte del pagamento di un obolo, sono compiacenti e mettono a disposizione dell’interlocutore del momento la propria cultura sessuale, devono pagare l’I.V.A., l’Irpef e l’Irap sull’obolo stesso.
Se tutte le escort (il nome deriva dal nuovo vocabolario Berlusconiano) dovessero pagare le tasse, sicuramente le finanze della nostra povera Italia sarebbero risollevate.
Ma ve la vedete una escort, vicino ad un falò, mentre scende da un’auto prendere il bollettario delle fatture e compilarne una, consegnandola al cliente?
Sorge una domanda: queste fatture possono essere dedotte fiscalmente se si dimostra che sono costi di rappresentanza?
Come si vede la materia è di difficile interpretazione, per cui sicuramente la cassazione sarà presto chiamata a dare una risposta anche a questa domanda.
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giovedì 7 ottobre 2010
giovedì 1 luglio 2010
Le tasse non aumentano, ma tutto il resto si!
Il governo sta mantenendo le sue promesse: non approverà nuove tasse.
Prima promessa mantenuta: la “Service tax” è stata vagliata dal Consiglio dei Ministri, ma sarà una tassa che verrà applicata dai Comuni e quindi non dallo Stato.
Seconda promessa mantenuta: da oggi le tariffe autostradali aumentanoe finalmente il cittadino pagherà il pedaggio anche per le superstrade e raccordi, compreso quello di Roma; l’aumento viene fatto dall’Anas che a fine anno versa l’utile allo Stato, ma non è una nuova una tassa (se non è zuppa, è pan bagnato!).
Terza promessa mantenuta: da oggi diminuisce l’energia elettrica dello 0,5% ed aumento il gas del 3,5%, ma il gas non è una tassa anche se viene venduto dall’ENI che a fine anno con l’ENEL versa l’utile allo Stato, per cui più alte sono le tariffe e più alto sarà l’utile versato allo Stato! Senza dimenticare che l’Italia ha il costo dell’energia più caro del mondo, che mette in ginocchio le imprese.
Come si vede i nostri sono molto seri: quando dicono una cosa poi la mantengono effettivamente…!
Tutto questo fa bene al portafoglio degli italiani che, essendo già in piena crisi, non faranno alcuna fatica a spendere qualche euro in più.
Prima promessa mantenuta: la “Service tax” è stata vagliata dal Consiglio dei Ministri, ma sarà una tassa che verrà applicata dai Comuni e quindi non dallo Stato.
Seconda promessa mantenuta: da oggi le tariffe autostradali aumentanoe finalmente il cittadino pagherà il pedaggio anche per le superstrade e raccordi, compreso quello di Roma; l’aumento viene fatto dall’Anas che a fine anno versa l’utile allo Stato, ma non è una nuova una tassa (se non è zuppa, è pan bagnato!).
Terza promessa mantenuta: da oggi diminuisce l’energia elettrica dello 0,5% ed aumento il gas del 3,5%, ma il gas non è una tassa anche se viene venduto dall’ENI che a fine anno con l’ENEL versa l’utile allo Stato, per cui più alte sono le tariffe e più alto sarà l’utile versato allo Stato! Senza dimenticare che l’Italia ha il costo dell’energia più caro del mondo, che mette in ginocchio le imprese.
Come si vede i nostri sono molto seri: quando dicono una cosa poi la mantengono effettivamente…!
Tutto questo fa bene al portafoglio degli italiani che, essendo già in piena crisi, non faranno alcuna fatica a spendere qualche euro in più.
sabato 26 giugno 2010
A proposito di TARSU: ridefinire le aree da tassare.
Un argomento che da alcune settimane sta sollecitando l’interesse dei Bustocchi è la verifica della TARSU per la quale l’Amministrazione Comunale ha incaricato una società esterna, alla quale è stato dato il compito di verificare la corrispondenza delle metrature denunciate rispetto a quelle effettive. Si tratta di un’azione più che legittima, per cui sull’argomento non intendiamo spendere altre parole.
Quello che ci interessa è il servizio reso ai cittadini a fronte al pagamento di somme che sono tutt’altro che lievi; e per cittadino non intendiamo solo il privato, ma anche il commerciante, l’artigiano, il libero professionista, l’imprenditore, che hanno ragione di reclamare perché per la raccolta rifiuti devono pagare somme che, con l’attuale crisi, pesano fortemente e questo significa mettere le mani in tutte le tasche dei cittadini.
Quello che ci interessa è il servizio reso ai cittadini a fronte al pagamento di somme che sono tutt’altro che lievi; e per cittadino non intendiamo solo il privato, ma anche il commerciante, l’artigiano, il libero professionista, l’imprenditore, che hanno ragione di reclamare perché per la raccolta rifiuti devono pagare somme che, con l’attuale crisi, pesano fortemente e questo significa mettere le mani in tutte le tasche dei cittadini.
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venerdì 11 giugno 2010
Finanziaria: Colpo di grazia al decentramento locale
Da giorni non si fa altro che parlare della manovra finanziaria di 24 miliardi di Euro (48.000 miliardi di vecchie Lire) che il governo ha varato per “sistemare i conti pubblici”, che improvvisamente si sono rivelati disastrosi
Ciò che desideriamo esaminare non è certamente la manovra, ma solo quella parte che prevede la riduzione di circa tre miliardi e mezzo di Euro destinati ai Comuni e di quasi sette miliardi di Euro destinati alle Regioni.
Complessivamente gli Enti locali avranno a disposizione rispetto agli anni precedenti ben dieci miliardi di Euro in meno di risorse, che rappresenta una somma enorme.
Ci chiediamo come faranno i Comuni, compreso quello di Busto, a far quadrare i conti.
Ciò che desideriamo esaminare non è certamente la manovra, ma solo quella parte che prevede la riduzione di circa tre miliardi e mezzo di Euro destinati ai Comuni e di quasi sette miliardi di Euro destinati alle Regioni.
Complessivamente gli Enti locali avranno a disposizione rispetto agli anni precedenti ben dieci miliardi di Euro in meno di risorse, che rappresenta una somma enorme.
Ci chiediamo come faranno i Comuni, compreso quello di Busto, a far quadrare i conti.
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sabato 22 maggio 2010
Una nuova tassa: il decoder!
In questo giorni anche in Lombardia vi è stato il fatidico "switch-over", ovvero il passaggio dalla televisione tradizionale a quella digitale.
Il costo del decoder è pari ad € 48.00 e se si vuole ancora vedere RAI Due lo si deve acquistare o cambiare televisore.
Mi chiedo quale diritto abbia la RAI che si fa pagare il canone, avendo deciso (per problemi tecnici che sono solo suoi), di passare al digitale, di obbligare gli utenti a spendere dei soldi per poter vedere i suoi canali, si tratta di un abuso che tutti stiamo subendo supinamente e che permette a "qualcuno" di fare affari milionari! Se in Italia vengono acquistati 20 milioni di decoder il giro assomma a quasi un miliardo di Euro, senza contare che molti decideranno di cambiare il televisore e quindi la somma si quintuplica. Ho citato solo la RAI in quanto il problema non esiste per Rete Quattro che essendo privata può fare quello che vuole, anche se poi ci obbliga a decine di minuti di pubblicità!
Qualcuno ha pensato agli anziani che (ma non sono i soli) della televisione digitale e dell'alta definizione nulla importa, che oggi devono spendere dei soldi per il decoder e sono costretti a cambiare le proprie abitudini in quanto per loro il televisore rappresenta l'unico passatempo ed "amico". Molti di loro stanno vivendo questo momento con angoscia in quanto devono abituarsi al nuovo telecomando, ma questo è il male minore in quanto il vero problema è quello che devono risintonizzare i canali e se non sono in grado di farlo devono chiamare il tecnico che, giustamente, chiederà di essere pagato!
in Italia si è riusciti a creare una tassa a favore dei privati e non dello Stato: il decoder! Lo si deve riconoscere il nostro è un paese che è unico ed inimitabile (fortunamente per gli altri).
Il costo del decoder è pari ad € 48.00 e se si vuole ancora vedere RAI Due lo si deve acquistare o cambiare televisore.
Mi chiedo quale diritto abbia la RAI che si fa pagare il canone, avendo deciso (per problemi tecnici che sono solo suoi), di passare al digitale, di obbligare gli utenti a spendere dei soldi per poter vedere i suoi canali, si tratta di un abuso che tutti stiamo subendo supinamente e che permette a "qualcuno" di fare affari milionari! Se in Italia vengono acquistati 20 milioni di decoder il giro assomma a quasi un miliardo di Euro, senza contare che molti decideranno di cambiare il televisore e quindi la somma si quintuplica. Ho citato solo la RAI in quanto il problema non esiste per Rete Quattro che essendo privata può fare quello che vuole, anche se poi ci obbliga a decine di minuti di pubblicità!
Qualcuno ha pensato agli anziani che (ma non sono i soli) della televisione digitale e dell'alta definizione nulla importa, che oggi devono spendere dei soldi per il decoder e sono costretti a cambiare le proprie abitudini in quanto per loro il televisore rappresenta l'unico passatempo ed "amico". Molti di loro stanno vivendo questo momento con angoscia in quanto devono abituarsi al nuovo telecomando, ma questo è il male minore in quanto il vero problema è quello che devono risintonizzare i canali e se non sono in grado di farlo devono chiamare il tecnico che, giustamente, chiederà di essere pagato!
in Italia si è riusciti a creare una tassa a favore dei privati e non dello Stato: il decoder! Lo si deve riconoscere il nostro è un paese che è unico ed inimitabile (fortunamente per gli altri).
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