Calderoli insiste, anzi prega il PD e il terzo polo di votare le norme sul federalismo, che non piacciono a nessuno, in primis ai comuni che dovrebbero essere i destinatari dei presunti benefici di questa futura legge.
Ho avuto la possibilità di leggere la proposta di legge e mi sono convinto che si possa fare molto di più e che quanto proposto non sia altro che una panacea che non risolverà i problemi delle autonomie locali e creerà solo delle illusioni nei cittadini.
La Lega vuole andare alle elezioni con il risultato del federalismo, certa che i suoi elettori non andranno a leggere queste norme, così come non hanno letto quelle del federalismo fiscale, prendendo per buono tutto quello che dirà loro Bossi, che in questo modo impinguerà ulteriormente il suo bottino elettorale.
Il PD e il Terzo Polo non possono fare un regalo così grande a Bossi.
E’ certo che, una volta portato a casa il federalismo, la Lega spingerà per il voto o, in caso contrario, la legislatura andrà avanti traccheggiando e lasciando il paese nello stallo nel quale ormai da mesi già si trova, il che non può essere che negativo per la sua economia.
Molto meglio le elezioni anticipate da tenersi nel tempo più breve possibile.
La Lega fino a pochi giorni fa diceva pesta e corna del PD e del Terzo Polo, oggi è disponibile a tutto, anche a fare con loro un’alleanza pur di vedere il federalismo approvato.
Questo significa che la Lega è debole e sa che se si dovesse andare alle elezioni senza che sia approvato il federalismo, dovrà riconoscere ai suoi elettori di avere fallito in quello che era il suo programma: il federalismo!
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lunedì 24 gennaio 2011
martedì 7 settembre 2010
Lega e federalismo
Nei giorni scorsi abbiamo avuto una piacevole discussione con un amico leghista, sul tema: “che cosa ha fatto la Lega da quanto è nata?”.
Qualcuno si chiederà come mai discutiamo con un leghista, la risposta è semplice: per noi prima di tutto vengono le persone e poi la politica, questo a differenza di altri che discriminano politicamente chi non la pensa come loro.
Subito l’amico ha citato: “il federalismo!”, allora gli ho chiesto che cosa fosse il federalismo per lui; dopo un lungo silenzio l’ho incalzato con un’altra domanda “che cosa ha fatto Bossi da quando è Ministro per le Riforme?”. La risposta. è stata “il federalismo fiscale!”.
Gli ho precisato che il federalismo fiscale è opera di Calderoli e non di Bossi; ma contemporaneamente gli ho chiesto di farmi qualche esempio di federalismo fiscale: anche qui silenzio più assoluto.
E dire che questo nostro amico non è l’ultimo arrivato nella Lega, ma riveste incarichi di un certo livello, ma il suo comportamento non è difforme da quello di chi vota Lega, Bossi ha un grosso pregio: quello di incantare, oltre che i serpenti, anche le persone.
Per molti il federalismo esiste già, ma quando gli chiede cosa sia, nessuno sa dire una parola anche perché ad oggi non esiste nulla.
Se si dovesse eliminare dal vocabolario la parola “federalismo” probabilmente la Lega finirebbe di esistere dopo un secondo.
Qualcuno si chiederà come mai discutiamo con un leghista, la risposta è semplice: per noi prima di tutto vengono le persone e poi la politica, questo a differenza di altri che discriminano politicamente chi non la pensa come loro.
Subito l’amico ha citato: “il federalismo!”, allora gli ho chiesto che cosa fosse il federalismo per lui; dopo un lungo silenzio l’ho incalzato con un’altra domanda “che cosa ha fatto Bossi da quando è Ministro per le Riforme?”. La risposta. è stata “il federalismo fiscale!”.
Gli ho precisato che il federalismo fiscale è opera di Calderoli e non di Bossi; ma contemporaneamente gli ho chiesto di farmi qualche esempio di federalismo fiscale: anche qui silenzio più assoluto.
E dire che questo nostro amico non è l’ultimo arrivato nella Lega, ma riveste incarichi di un certo livello, ma il suo comportamento non è difforme da quello di chi vota Lega, Bossi ha un grosso pregio: quello di incantare, oltre che i serpenti, anche le persone.
Per molti il federalismo esiste già, ma quando gli chiede cosa sia, nessuno sa dire una parola anche perché ad oggi non esiste nulla.
Se si dovesse eliminare dal vocabolario la parola “federalismo” probabilmente la Lega finirebbe di esistere dopo un secondo.
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mercoledì 23 giugno 2010
Bossi e i 10 milioni di combattenti per la Padania.
Il Senatur è scatenato. Ormai è lui che detta la linea politica della destra in Italia e l’unico che lo contrasta è Fini.
L’ultima uscita è quella dei “10 milioni di padani disposti a combattere per la loro indipendenza”, augurandoci che Bossi chieda ai suoi padani di combattere solo politicamente.
L’uscita delle 300.00 doppiette ce la ricordiamo tutti: fortunatamente per Bossi vale il famoso principio “can che abbaia non morde”, tanti slogan e frasi urlate, gente che applaude ma alla fine di risultati pochi o niente.
Il leghista puro e duro dovrebbe fare una meditazione: dal 1997 quando la Lega ha iniziato a farsi conoscere cosa è cambiato a Busto piuttosto che a Varese o nel Bergamasco? La Lega è riuscita a far ridurre le tasse? Il famoso federalismo fiscale che benefici ha portato?
La risposta può essere solo una: tante promesse ma niente di realizzato.
Gli imprenditori, gli artigiani, i commercianti che lavorano al Nord continuano ad essere “oppressi” come lo erano 20 anni fa, nulla è cambiato, anzi parecchie cose sono anche peggiorate.
La Lega continua a parlare di federalismo ma si è mai chiesta che cosa è il federalismo? Certamente il federalismo non è una volta si approva quello fiscale, poi si rimanda per il federalismo amministrativo e poi si rimanda ancora per il federalismo scolastico e così avanti.
Di federalismo ve ne è uno solo, e non centomila. Il federalismo non è uno slogan ma è un preciso concetto politico che bisogna conoscere: non basta citare Carlo Cattaneo, si devono conoscere i suoi scritti!
L’ultima uscita è quella dei “10 milioni di padani disposti a combattere per la loro indipendenza”, augurandoci che Bossi chieda ai suoi padani di combattere solo politicamente.
L’uscita delle 300.00 doppiette ce la ricordiamo tutti: fortunatamente per Bossi vale il famoso principio “can che abbaia non morde”, tanti slogan e frasi urlate, gente che applaude ma alla fine di risultati pochi o niente.
Il leghista puro e duro dovrebbe fare una meditazione: dal 1997 quando la Lega ha iniziato a farsi conoscere cosa è cambiato a Busto piuttosto che a Varese o nel Bergamasco? La Lega è riuscita a far ridurre le tasse? Il famoso federalismo fiscale che benefici ha portato?
La risposta può essere solo una: tante promesse ma niente di realizzato.
Gli imprenditori, gli artigiani, i commercianti che lavorano al Nord continuano ad essere “oppressi” come lo erano 20 anni fa, nulla è cambiato, anzi parecchie cose sono anche peggiorate.
La Lega continua a parlare di federalismo ma si è mai chiesta che cosa è il federalismo? Certamente il federalismo non è una volta si approva quello fiscale, poi si rimanda per il federalismo amministrativo e poi si rimanda ancora per il federalismo scolastico e così avanti.
Di federalismo ve ne è uno solo, e non centomila. Il federalismo non è uno slogan ma è un preciso concetto politico che bisogna conoscere: non basta citare Carlo Cattaneo, si devono conoscere i suoi scritti!
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