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martedì 5 giugno 2012

Colpevoli per voler lavorare

Alcune Procure della Repubblica hanno dato corso a dei procedimenti penali in relazione ai crolli di capannoni che si sono verificati dopo l’ultima scossa di terremoto dei giorni scorsi che ha provocato anche delle vittime. Se le indagini hanno per oggetto la verifica se i capannoni sono stati costruiti nel rispetto delle norme, bene fanno le Procure ad indagare; discorso diverso si deve fare se le indagini riguardano gli imprenditori che hanno riaperto la propria attività, ma all’ultima e violenta scossa i loro capannoni sono crollati e purtroppo alcuni dipendenti che lavoravano all’interno hanno perso la vita.
Dopo le prime devastanti scosse di terremoto, numerose aziende avevano chiesto che fossero fatte le verifiche del caso e al loro esito avevano riavviato gli impianti e ad operare in quanto, come si suol dire, il mercato non aspetta neppure quando c’è il terremoto.
Più di questo un imprenditore che cosa poteva fare?
Si può pensare che la colpa della morte di questi poveri lavoratori sia da attribuire ai loro datori di lavoro?
Che cosa dovevano fare gli imprenditori: sedersi come hanno fatto in passato in molti e attendere che altri lavorassero per loro?
Se a tutto questo si aggiunge che il terremoto , anche in zone prettamente sismiche, è del tutto imprevedibile, e che l’Emilia Romagna e la bassa Lombardia non sono ritenute zone sismiche, il cerchio si chiude.

domenica 17 ottobre 2010

Dopo il terremoto, anche lo sfratto

Poveri terremotati dell’Aquila: adesso rischiano di essere buttati fuori anche dagli alberghi!
La notizia, poi rientrata, era traumatica: gli albergatori che ospitano i terremotati (Vi ricordate? Sono quelli della primavera del 2009, che dovevano essere subito sistemati) hanno minacciato di non fornire più i pasti e le pulizie.
La notizia può far pensare ad una scarsa sensibilità degli albergatori perché non si può negare l’alloggio a chi ha perso tutto, come i terremotati dell’Aquila ma se si va a fondo si scopre che la Regione Abruzzo, dall’ottobre 2009 non paga le fatture per le quali vi era un accordo di un pagamento a 90 giorni.
Il Governatore Chiodi, del PDL, afferma che questa è una manovra immorale, che dimostra scarsa sensibilità degli albergatori e che dietro vi è lo zampino della sinistra che li sta fomentando.
Vorremmo sapere se Chiodi percepisce regolarmente il lauto emolumento mensile da Presidente dell’Abruzzo, o se lo sta aspettando da un anno, perché in questo caso gli si può dare ragione, ma se lui e la sua maggioranza lo ricevono regolarmente, vi sarebbero molte cose da dire.
I patti vanno rispettati: gli albergatori pagano gli alimentari, i dipendenti e le imprese che lavano le lenzuola a vista mentre la Regione, che si era impegnata a pagare in 90 giorni, sta pagando, sempre che paghi, a 300 giorni, qualsiasi imprenditore sarebbe già fallito!
Ma il problema è un altro: come mai vi sono ancora dei terremotati ospitati negli alberghi? Il Presidente del Consiglio non aveva detto: “ghe pensi mi”? Abbiamo avuto occasione di parlare con amici che hanno visitato l’Aquila recentemente che ci hanno riferito che lo spettacolo è dei peggiori: il centro storico è totalmente disabitato, le macerie sono lungo le strade, nessuno è rientrato nelle case, i lavori sono fermi. Eppure durante i G8 dell’anno scorso l’Aquila sembra essere risorta con grande gioia del Cavaliere
Ci sorge il dubbio che a volte le riprese televisive vengano fatte su un set diverso dall’Aquila.