Tante belle parole quelle di Bossi e altrettanto belle quelle di Maroni: ridurremo le tasse, vogliamo il decentramento, vogliamo il federalismo fiscale, vogliamo più sicurezza, vogliamo meno immigrati ecc.! Se andiamo a sentire il primo discorso fatto a Pontida le frasi erano le stesse, ma nel frattempo sono passati più di vent’anni. Viene da chiedersi se il popolo leghista abbia o meno memoria.
Quello che è certo è che i Leghisti sono dotati di molta pazienza e speranza in quanto in altri partiti la base avrebbe mandato a “ravanare” il leader che per vent’anni ha continuato a promettere senza ottenere nulla.
Il Cavaliere ha ricevuto il beneplacito per la prosecuzione della legislatura e tutti vivranno felici e contenti in attesa che nel 2018 il federalismo fiscale finalmente inizi ad operare.
Ma nel 2018 ci sarà ancora qualcuno che griderà come è stato fatto a Pontida “secessione, secessione”? Oppure finalmente si scenderà con i piedi per terra rendendosi conto che gridare gli slogan non vuol dire governare una nazione.
Le due più grandi sanatorie per l’immigrazione sono state fatte prima con la Legge Bossi-Fini e poi con la Legge Maroni che hanno permesso la regolarizzazione di quasi un milione di extra comunitari.
Questo ha fatto gridare a molti extra comunitari: “grazie Lega”.
Chi è il ministro degli interni? È Maroni ed lui che deve garantire la sicurezza e non altri!
Ve la ricordate quella bella canzone di Mina che faceva “parole, parole, parole”? Ebbene questo è quello che vogliono sentirsi dire i Leghisti.
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martedì 21 giugno 2011
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