La Polverini, governatore del Lazio, dopo i “problemi” creati da Fiorito and company, aveva detto indignata: “tutti a casa, compresa la sottoscritta in quanto bisogna fare pulizia”.
Ebbene “il tutti a casa” forse ha riguardato qualcun altro, ma la Polverini è tuttora comodamente seduta sulla sua poltrona.
È intervenuto il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che, con un provvedimento recentissimo, le ha ordinato di indire immediatamente le elezioni, precisando che diversamente sarebbero state indette direttamente dal Ministero dell’Interno.
L’atteggiamento tenuto dalla Polverini è non solo immorale, ma anche antigiuridico e bisognerebbe verificare se non vi sia la commissione di qualche reato, quali l’abuso d’ufficio o l’omissione di un atto dovuto.
È assurdo lasciare una regione importante come il Lazio priva di governo solo per guadagnare qualche giorno in più, nella speranza che la gente si dimentichi di quanto è successo, delle ruberie e delle malversazioni che sono state commesse, e voti ancora il PdL.
Ora vedremo se il braccio di ferro tra la Polverini e il TAR del Lazio si concluderà con una resa della prima oppure se dovrà intervenire il Ministero.
Speriamo solo che la legge sia ripristinata.
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giovedì 15 novembre 2012
giovedì 20 settembre 2012
LA POLVERINI E I SOLDI DEGLI ALTRI
Lo scandalo che ha investito il Consiglio Regionale della regione Lazio è di una pesantezza enorme in quanto accade in un momento in cui l’anti politica sta conducendo un pesante affondo nei confronti della politica.
Scoprire che vi sono tanti Lusi (il segretario della Margherita che si è “cuccato” oltre € 20.000.000,00) crea sconcerto per tutti.
La Polverini si è scusata pubblicamente con tutti, dai cittadini del Lazio agli italiani, dalla istituzione regione Lazio alla istituzione Stato e ci ha fatto tenerezza quando l’abbiamo sentita, anche se ci sembra strano che i soldi pubblici possano essere utilizzati in un modo così disinvolto.
Il vero problema è che i consiglieri regionali sono strapagati e quindi perdono il senso del valore del denaro.
Chi prende 1.000,00 euro al mese sa quanto vale un euro, ma per chi ne prende 10.000,00 o più al mese, il valore del denaro è fortemente sminuito.
Se poi a questo importo si aggiungono tutti i vari benefit percepiti a titolo personale o dal Partito, che poi li devolve ai consiglieri regionali o li lascia utilizzare dal primo che passa per la strada, il cerchio si chiude!
I cittadini però non devono lasciarsi affascinare da chi vuole rottamare tutto.
Quello che ci vuole è una completa moralizzazione del mondo politico, perché la politica deve essere essenzialmente volontariato.
La retribuzione deve essere collegata alla produttività del politico nel senso della presenza nel consesso dove è stato eletto, dai progetti di legge presentati, dalle missioni effettuate, dai risultati ottenuti.
E sul problema delle missioni si deve incominciare a pagare solo il rimborso del treno in seconda classe o di un aereo low cost, l’alloggio deve essere in alberghi a tre stelle, i costi dei pranzi e delle cene devono essere inferiori ai 40 euro.
Questo non per una punizione, ma perché è così che fa il 99,9% delle persone quando vanno in giro per lavoro o per vacanza, quando per spendere meno si controllano i prezzi, perché si sa che ogni euro che esce dalle proprie tasche non può essere poi utilizzato per la propria famiglia.
Scoprire che vi sono tanti Lusi (il segretario della Margherita che si è “cuccato” oltre € 20.000.000,00) crea sconcerto per tutti.
La Polverini si è scusata pubblicamente con tutti, dai cittadini del Lazio agli italiani, dalla istituzione regione Lazio alla istituzione Stato e ci ha fatto tenerezza quando l’abbiamo sentita, anche se ci sembra strano che i soldi pubblici possano essere utilizzati in un modo così disinvolto.
Il vero problema è che i consiglieri regionali sono strapagati e quindi perdono il senso del valore del denaro.
Chi prende 1.000,00 euro al mese sa quanto vale un euro, ma per chi ne prende 10.000,00 o più al mese, il valore del denaro è fortemente sminuito.
Se poi a questo importo si aggiungono tutti i vari benefit percepiti a titolo personale o dal Partito, che poi li devolve ai consiglieri regionali o li lascia utilizzare dal primo che passa per la strada, il cerchio si chiude!
I cittadini però non devono lasciarsi affascinare da chi vuole rottamare tutto.
Quello che ci vuole è una completa moralizzazione del mondo politico, perché la politica deve essere essenzialmente volontariato.
La retribuzione deve essere collegata alla produttività del politico nel senso della presenza nel consesso dove è stato eletto, dai progetti di legge presentati, dalle missioni effettuate, dai risultati ottenuti.
E sul problema delle missioni si deve incominciare a pagare solo il rimborso del treno in seconda classe o di un aereo low cost, l’alloggio deve essere in alberghi a tre stelle, i costi dei pranzi e delle cene devono essere inferiori ai 40 euro.
Questo non per una punizione, ma perché è così che fa il 99,9% delle persone quando vanno in giro per lavoro o per vacanza, quando per spendere meno si controllano i prezzi, perché si sa che ogni euro che esce dalle proprie tasche non può essere poi utilizzato per la propria famiglia.
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