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mercoledì 2 ottobre 2013
Mi faccio gli affari miei!
Negli USA il braccio di ferro tra Obama e i Repubblicani ha portato alla chiusura degli uffici Federali con un danno che stimato in oltre 300 milioni di dollari al giorno.
Ciò in conseguenza del fatto che il limite di deficit statale è stato sforato e il Parlamento, per il voto contrario dei Repubblicani, non ha autorizzato l’innalzamento di tetto programmato, per cui, automaticamente non essendovi i soldi, lo Stato non può pagare i dipendenti e conseguentemente, come si usa da quelle parti, i dipendenti o vengono licenziati o sono posti in permesso non retribuito.
In questo caso essendoci di mezzo lo Stato, i dipendenti, per ora sono in permesso non retribuito.
Tutto questo per la guerra che i repubblicani hanno scatenato nei confronti di Obama, il quale, ha voluto, preteso ed ottenuto, che tutti i cittadini, compresi quelli meno abbienti, potessero avere un’assicurazione sanitaria.
Di fronte a questo i Repubblicani (la destra del paese) si sono scatenati ed hanno deciso di mandare tutto allo sfascio.
La destra, purtroppo, ogni tanto ha di questi colpi d’ingegno ed in Italia ne abbiamo l’esempio.
Berlusconi, pur di pararsi il fondo schiena, è disponibile a mandare l’Italia a gambe all’aria, chiede ai suoi Parlamentari di dimettersi, ai suoi Ministri di lasciare il Governo, non gliene frega assolutamente nulla che gli Italiani paghino più di I.V.A. ed altro, l’importante è creare uno scompiglio tale da poter andare alle elezioni e di lì, nella speranza di vincere, mettere sul tavolo l’asso della vittoria, anche se poi ha cambiato idea e ha votato a favore del Governo Letta, una volta costatato che era perdente e che era riuscito a sfasciare anche il suo partito.
A questo punto ci siamo fatti una domanda: ma questa è politica oppure presa in giro dei cittadini?
Siamo per la seconda ipotesi.
Si guarda all’interesse del proprio partito (Repubblicani negli Stati Uniti) e all’interesse proprio (Berlusconi in Italia) ma dello Stato e dei cittadini non gliene frega assolutamente nulla.
Tutti pensano alle prossime elezioni, vogliono conquistare il voto dei cittadini, ma non pensano minimamente al futuro dei cittadini e sono disposti a mandarli a fare la fame più di ottenere - LORO - un vantaggio.
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mercoledì 7 novembre 2012
Obama ha vinto: viva Obama!
La vittoria di Obama alle elezioni che si sono svoltesi ieri negli Stati Uniti è stata piena.
Il Presidente degli Stati Uniti ha dimostrato di avere una capacità di catalizzare il consenso degli elettori estremamente ampia.
I suoi elettori sono di tutte le classi sociali, e di tutti gli ambienti, non vi è distinzione tra il colore della pelle, la religione, il censo, la ricchezza: Obama è il Presidente di tutti gli Statunitensi, nessuno escluso.
Il suo modo affabile di rivolgersi ai cittadini, le sue decisione assunte anche in contrasto con il suo Partito, hanno dimostrato la sua vera capacità di essere statista che “pensa alle future generazioni e non al voto contingente”.
L’aver affrontato il tema spinoso dell’assistenza sanitaria per tutti, ha dimostrato che Obama non è un presidente qualsiasi, ma è tra quelli che passerà alla storia.
Nel suo discorso di ringraziamento ai suoi supporter, abbiamo apprezzato tutto, ma in particolare due elementi:
1° il fatto di aver nominato la propria moglie, Michelle, dichiarando che senza di lei egli non sarebbe mai arrivato ad essere Presidente degli Stati Uniti a conferma del famoso principio che dietro ad un grande uomo vi è una grande donna.
2° di aver dichiarato che nei prossimi giorni incontrerà il suo avversario Romney per verificare un percorso da fare assieme, dimostrando di saper oltre che parlare, anche di ascoltare e di capire che nell’avversario non vi sono solo cose negative ma anche elementi positivi.
Questo è essere il Presidente di tutti.
Gli Italiani, e in particolar modo i loro politici, hanno molto da imparare.
Il Presidente degli Stati Uniti ha dimostrato di avere una capacità di catalizzare il consenso degli elettori estremamente ampia.
I suoi elettori sono di tutte le classi sociali, e di tutti gli ambienti, non vi è distinzione tra il colore della pelle, la religione, il censo, la ricchezza: Obama è il Presidente di tutti gli Statunitensi, nessuno escluso.
Il suo modo affabile di rivolgersi ai cittadini, le sue decisione assunte anche in contrasto con il suo Partito, hanno dimostrato la sua vera capacità di essere statista che “pensa alle future generazioni e non al voto contingente”.
L’aver affrontato il tema spinoso dell’assistenza sanitaria per tutti, ha dimostrato che Obama non è un presidente qualsiasi, ma è tra quelli che passerà alla storia.
Nel suo discorso di ringraziamento ai suoi supporter, abbiamo apprezzato tutto, ma in particolare due elementi:
1° il fatto di aver nominato la propria moglie, Michelle, dichiarando che senza di lei egli non sarebbe mai arrivato ad essere Presidente degli Stati Uniti a conferma del famoso principio che dietro ad un grande uomo vi è una grande donna.
2° di aver dichiarato che nei prossimi giorni incontrerà il suo avversario Romney per verificare un percorso da fare assieme, dimostrando di saper oltre che parlare, anche di ascoltare e di capire che nell’avversario non vi sono solo cose negative ma anche elementi positivi.
Questo è essere il Presidente di tutti.
Gli Italiani, e in particolar modo i loro politici, hanno molto da imparare.
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