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giovedì 7 giugno 2012
Una strage al giorno
In Siria le stragi sono all’ordine del giorno.
Ma quello che è ancora peggio è che queste stragi coinvolgono sempre più donne e bambini, quindi i soggetti più deboli che non hanno possibilità di difendersi.
Ormai i morti causati da Assad e dal suo regime si contano a migliaia.
Ma il peggio sembra che debba ancora venire in quanto questo regime che governa in un modo crudele la Siria, ha cambiato strategia: colpisce i familiari dei suoi oppositori per renderli più deboli.
E la Comunità internazionale che fa? Nulla!
Nonostante questi fiumi di sangue, la Comunità internazionale fa solo finta di inorridire di fronte a questi crimini, ma poi per interessi che non riusciamo a comprendere, permettono a questo regime di consolidarsi.
Già in un altro blog abbiamo richiamato l’attenzione sulla diversità di trattamento che la Comunità internazionale ha riservato a Gheddafi per quanto aveva fatto in Libia quando è scoppiata la rivoluzione e all’atteggiamento che la stessa Comunità sta tenendo con Assad.
Della Libia non si sa più nulla, sicuramente tutti andranno d’amore e d’accordo, ma forse qualche notizia sarebbe opportuno averla.
A questo punto l’unica reazione possibile è che la coscienza popolare dei cittadini liberi si ribellino di fronte all’atteggiamento passivo dei loro governanti che tollerano che un capo di governo abbia l’ardire di uccidere i propri cittadini.
Ma come sempre l’economia governa la politica, mentre dovrebbe essere il contrario.
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Assad; Libia; Gheddafi; Siria
giovedì 29 marzo 2012
8.000 morti.
Questo è il bilancio di un anno di guerra civile in Siria dove il Presidente Assad e i suoi fedelissimi non hanno esitato ad usare qualsiasi mezzo per sedare la rivolta dei cittadini che vogliono vivere in un paese libero.
Ogni giorno i mass media fanno vedere gli orrori che il regime di Assad sta compiendo: non vi è differenza tra un bambino ed una donna, tra un vecchio ed un giovane, tra un cosiddetto ribelle e un cittadino, tra una persona armata e un inerme seduto su una panchina, tutti vengono passati per le armi se solo il regime pensa che sia un oppositore.
Mesi fa è stato brutalmente assassinato Gheddafi che non più di un anno prima era ossequiato in tutti gli stati del mondo, fino ad arrivare al nostro ex Presidente del Consiglio Berlusconi che gli ha baciato anche la mano. La sua condanna a morte era stata decretata perché aveva cercato di sedare la rivolta in Libia causando la morte di qualche decina di persone.
Entrambi sono dei dittatori, entrambi hanno trucidato i loro concittadini, ma in Libia c’era interessi particolari per cui Gheddafi andava “fatto fuori velocemente”, anche per appropriarsi dei suoi pozzi di petrolio.
In Siria tutto questo non succede, l’ONU non riesce a far approvare un provvedimento coercitivo nei confronti di Assad che continua a trucidare barbaramente tutti i suoi oppositori.
Fino a quando il mondo civile tollererà questa situazione?
Ogni giorno i mass media fanno vedere gli orrori che il regime di Assad sta compiendo: non vi è differenza tra un bambino ed una donna, tra un vecchio ed un giovane, tra un cosiddetto ribelle e un cittadino, tra una persona armata e un inerme seduto su una panchina, tutti vengono passati per le armi se solo il regime pensa che sia un oppositore.
Mesi fa è stato brutalmente assassinato Gheddafi che non più di un anno prima era ossequiato in tutti gli stati del mondo, fino ad arrivare al nostro ex Presidente del Consiglio Berlusconi che gli ha baciato anche la mano. La sua condanna a morte era stata decretata perché aveva cercato di sedare la rivolta in Libia causando la morte di qualche decina di persone.
Entrambi sono dei dittatori, entrambi hanno trucidato i loro concittadini, ma in Libia c’era interessi particolari per cui Gheddafi andava “fatto fuori velocemente”, anche per appropriarsi dei suoi pozzi di petrolio.
In Siria tutto questo non succede, l’ONU non riesce a far approvare un provvedimento coercitivo nei confronti di Assad che continua a trucidare barbaramente tutti i suoi oppositori.
Fino a quando il mondo civile tollererà questa situazione?
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